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Nuovi orari scolastici a settembre, settimana corta forse per tutti?

 

settimana 1L’anno scolastico è da poco terminato, anzi per coloro che devono sostenere la maturità è nel suo momento più importante, ma già si discute il progetto di massima per settembre, tra settimana corta, tagli alle spese, trasporti da riorganizzare.

“I soldi non ci sono più”. E’ con queste parole che la giunta Bosone ha annunciato ieri pomeriggio la cancellazione del sabato dalla settimana scolastica pavese, che porterà come conseguenza anche una drastica modifica agli orari dei pullman, che da settembre dovranno diventare compatibili con i nuovi orari scolastici.

Ma a molti presidi questa manovra non piace affatto, tanto che alcuni hanno chiesto alla Provincia maggiori delucidazioni. “Quest’anno non è possibile parlare della settimana corta come un possiamo” dice Milena D’Imperio, assessore provinciale “questo incontro è propedeutico all’obbligo, la comunicazione vi arriverà a breve e sarà chiara: non ci sono più soldi ”.

All’incontro, che ieri ha spiegato questa difficile situazione, c’erano la maggior parte dei presidi pavesi, che non sono molto ottimisti sulle novità “Purtroppo dobbiamo affrontare questioni spinose” chiarisce D’Imperio “nell’ultima giunta abbiamo fatto una ricognizione su tutti i tagli immaginabili, conseguenza del decreto 66 diventato legge, per coprire i costi degli 80 euro in busta paga”.

Proprio per questo l’eliminazione del sabato dalla settimana scolastica, secondo la giunta, potrebbe portare a un risparmio di circa 500mila euro, tra trasporti e bollette varie.

settimana 2Ma questa decisione ha già portato a polemiche presso i presidi presenti all’incontro, tra questi Francesco Rubiconto del Cairoli, che ha lamentato l’assenza di una comunicazione per la settimana corta e Oler Grandi del Bordoni, preoccupato per il fatto che circa l’80 per cento degli alunni è pendolare e quindi  non avrà un rientro garantito.

Adesso tutto è nelle mani dei trasporti pubblici, che entro settembre dovranno ideare degli orari flessibili per i mesi invernali, oltre che per i ponti e le festività, lasciando perplessi molti docenti, che sono poco convinti di questa svolta.

Un altro problema sarà, secondo i presidi, l’uniformazione dagli spostamenti degli studenti verso le palestre pavesi, che in molti casi si trovano distanti dai licei e dalle scuole medie del centro storico di Pavia, anche se chi ha una palestra vicina a casa sua, secondo la D’Imperio, potrà andare a piedi. 

 

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