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Parco Paesaggistico e Letterario Langhe Monferrato e Roero tra grandi scrittori

langhe 1Una gita fuori porta veramente insolita, ma particolarmente interessante, piena di storia, di ricordi, di letteratura, di poesia.

Ideato all’inizio del nuovo millennio grazie agli sforzi dei Lions e Rotary Club, con la collaborazione di un gruppo di giovani studiosi e critici letterari, il Parco Paesaggistico e Letterario Langhe Monferrato e Roero propone non solo una passeggiata tra i colli e le vigne del Piemonte, ma offre anche un’occasione unica di approfondire la vita degli scrittori che, dal Settecento di Alfieri fino al dopoguerra di Arpino e Pavese, hanno scritto pagine memorabili su queste terre e sugli eventi, grandi e piccoli, che l’hanno segnata profondamente.

langhe 2Vittorio Alfieri

Padre del teatro italiano ottocentesco, Alfieri visse tutte le contraddizioni di un mondo ormai al tramonto, rese immortali nel suo capolavoro “La Vita”.

Gran parte della vita dello scrittore si svolse ad Asti, dove oggi si può ammirare il settecentesco palazzo barocco dove Alfieri visse la sua difficile giovinezza, prima del suo trasferimento a Torino.
Inoltre gli Alfieri possedevano alcune proprietà terriere come Magliano Alfieri, dove si trova il loro castello, Revigliasco, con vigneti di grandissimo valore e San Martino Alfieri, che un tempo faceva parte delle proprietà del vescovo d’Asti.

langhe 3Giovanni Arpino

Brusco ed ironico al tempo stesso, Arpino amò sempre il suo Piemonte, dove ambientò alcuni dei suoi romanzi più belli tra cui “L’ombra delle colline” sulla Resistenza, “Un’anima persa” thriller su di un uomo dalla doppia vita e il picaresco “Domingo il favoloso”.

Anche se nativo di Pola, Giovanni Arpino per tutta la vita rimase molto legato a Bra, una delle cittadine più belle delle Langhe, oggi conosciutissima per il movimento Slow Food e il Salone del Libro per Ragazzi.
Da vedere la via Vittorio Emanuele, con i suoi caffè e i bei negozi, dove vivono i protagonisti del romanzo “Gli anni del giudizio” ambientato durante le elezioni del sindaco locale.

langhe 4Beppe Fenoglio

Uomo dal cuore antico, Fenoglio combatté valorosamente nella resistenza partigiana durante la seconda guerra mondiale, per poi dedicarsi ad un’esistenza sempre in bilico tra lo scrivere, il lavoro e le traduzioni dall’inglese, fino alla morte per un tumore ai polmoni nel 1963 a soli quarant’anni.

Tutta la vita di Fenoglio si concentrò tra Alba, la sua città natale, dove lavorò per anni come impiegato alla Ferrero, Ivrea, in cui aveva conosciuto la moglie Margherita e Torino, dove fece amicizia con Calvino e Lajolo.
La gran parte dei piccoli borghi dove aveva vissuto durante la sua giovinezza, da Barbaresco fino a San Benedetto Bembo, fa da sfondo ai suoi grandi romanzi sulla resistenza “Il partigiano Johnny” molto autobiografico e soprattutto “Una questione privata” la disperata ricerca, da parte del giovane partigiano Milton, di una verità che gli sfugge in un autunno di guerra sempre più ostile e minaccioso.

langhe 5Davide Lajolo

Scrittore, giornalista e partigiano, Lajolo seppe lasciare un segno nell’Italia del secondo novecento, con libri rimasti nella memoria collettiva come “Il vizio assurdo” biografia del suo amico Cesare Pavese. “Il Voltagabbana” sulle sue avventure durante la seconda guerra mondiale e l’autobiografico “Veder l’erba dalla parte delle radici” in cui racconta il suo ritorno alla vita dopo l’ictus che lo aveva colpito nel 1977.

A Vinchio, dove lo scrittore era nato, si possono visitare il medievale castello e soprattutto la riserva naturale della Val Sarmassa, che si estende per 250 ettari di sentieri pedonabili visitabili in ogni stagione dell’anno.

langhe 6Augusto Monti

Noto per essere stato il professore di alcune della più grandi personalità letterarie del Novecento, Augusto Monti ebbe anche una brillante carriera come scrittore di romanzi e racconti, tra cui è ancora oggi ricordato “I Sanssossi” la storia della sua famiglia dal periodo napoleonico fino al Regno d’Italia.

I due comuni più ricordati nelle opere di Monti sono Monastero Bormida, con il suo castello medievale, in origine un antico monastero che venne riadattato verso gli inizi del XII secolo e Roccaverano, noto per la sua torre, unico reperto del castello che un tempo dominava la cittadina e la rinascimentale parrocchiale.
Altri comuni degni di nota sono Mombaldone, dove viveva il medico della famiglia Monti e Ponti, in cui viveva la nonna dello scrittore con un fratello prete.

langhe 7Cesare Pavese

Personalità dall’animo multiforme e tormentato, Cesare Pavese non fu solo uno dei più stimati ed apprezzati scrittori della Torino tra le due guerre, ma lavorò anche come ottimo traduttore e prezioso collaboratore della Einaudi, fino al suo suicidio nel 1950, in una stanza d’albergo nel cuore del capoluogo piemontese.

Tutta la narrativa di Pavese è imperniata sulle colline delle sue amate Langhe ed in particolare sul piccolo borgo di Santo Stefano Belbo, dove lo scrittore era nato e che ospita i resti del antico castello e i pregevoli vigneti, da cui proviene il Moscato d’Asti , citati anche nell’ultimo romanzo di Pavese “La luna e i falò” 

Altri borghi che hanno segnato la vita dello scrittore sono Canelli, una delle capitali mondiali del vino, Cossano Bembo, in cui si possono ammirare antiche vestigia romane e Monticello d’Alba, noto per un bel castello in stile trecentesco.

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