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Arrivano i soldi per le asfaltature a Pavia

 

provincia 1Era l’agosto del 2012 quando la sede della Provincia di Pavia fece causa allo stato italiano, per ottenere i 40 milioni di euro frutto del versamento di un credito, mai erogati  dal 1998.

Oggi finalmente sono arrivati alla Provincia i primi 15 milioni di euro, mentre il 30 aprile si discuterà in Tribunale della sentenza decisiva.

Ma quei soldi non sono destinati ad essere spesi; infatti serviranno a utilizzare gli 8 milioni di euro che sono rimasti in stand – by a causa del blocco del patto di stabilità. 

“E stiamo già predisponendo gli appalti” dice Daniele Bosone, presidente della Provincia “Quattro milioni di euro di asfaltature straordinarie, a cui si aggiungerebbero fondi forse in arrivo dalla Regione e da Terna”.

Dapprima la Provincia aveva cercato di ottenere i soldi prima con una lettera, poi mandando una diffida ed infine hanno denunciato lo Stato in tribunale per decreto ingiuntivo.

 “Per ottenere questi soldi è stato necessario fare quasi una azione di forza” racconta Bosone “Più volte infatti avevamo chiesto al ministero dell’Interno che venissero liquidate queste risorse ottenendo inizialmente solo un riconoscimento del debito da parte dello Stato. E’ stato necessario arrivare a un decreto ingiuntivo, ma non si poteva fare altro visto che si tratta di soldi dei nostri cittadini e che quindi è giusto far rientrare nelle casse”.

Dal 1998 fino al 2005, la provincia di Pavia ha accumulato un debito di circa 40 milioni di euro.

“Risorse che il ministero dell’Interno aveva assegnato ma mai erogato” dicono alla Provincia “sono residui attivi, riguardanti compartecipazione Irpef, trasferimenti per contributi ordinario, perequativo, consolidato, sviluppo investimenti e contratto segretari”.

Il tutto è arrivato al ministero di Roma, a cui è stato applicato il decreto ingiuntivo dal tribunale.

“Il ministero” spiega Bosone “ha proposto opposizione e noi ci siamo costituiti in giudizio di opposizione. L’udienza si terrà il 30 aprile”.

provincia 2Ma nel frattempo sono già arrivati i primi 15 milioni.

“E’ una prima vittoria” chiarisce Bosone “Trattandosi di somme stanziate a residuo e mai incassate l’introito consentirà di aumentare le disponibilità di cassa per pari importo, ma non di destinarle a nuove spese correnti, perché l’accertamento di tali entrate ha già finanziato, negli anni passati, impegni di spesa. Insomma, è vero che ci sono stati liquidati 15 milioni di euro, ma non potremmo usarli per sistemare le nostre strade. Ci danno tuttavia un buon respiro di cassa e la possibilità di utilizzare appieno l’avanzo di amministrazione di 8 milioni di euro qualora il governo dovesse sbloccare il patto di stabilità”.

Ma dietro tutto questo non c’e solo il bisogno di ricuperare delle preziose risorse finanziarie, c’e anche il bisogno di esercitare un diritto “Come autonomia locale abbiamo esercitato un diritto nei confronti dello Stato” evidenzia bene Bosone.

Anche se il 30 aprile ci sarà l’udienza per gli altri 25 milioni, Bosone non sembra essere molto preoccupato “Dovrebbero arrivare anche gli altri 25 milioni, sono già sul conto del ministero dell’Interno. Senza queste risorse non avremmo neanche potuto predisporre gli appalti in vista dello sblocco del Patto, perché avremmo dovuto creare un fondo di riserva”.

 

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