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Un piano decennale per la rimozione dell'amianto

amiantoUna risoluzione da preparare e votare subito in VI Commissione Ambiente e portare in Consiglio regionale. L’obiettivo: arrivare quanto prima a un piano decennale per la rimozione, la bonifica e lo smaltimento dell’amianto.

Lo ha chiesto, nei giorni scorsi, in Aula, Giuseppe Villani, consigliere regionale del Pd, capogruppo in Commissione, intervenendo sulla questione time sul tema dell’aggiornamento del Pral, il Piano regionale amianto Lombardia.

“Potevamo fare una mozione e chiedere il voto, mettendo alle strette le forze politiche su una questione tanto delicata, ma non ci interessa fare propaganda in Consiglio regionale, bensì lavorare concretamente – ha detto Villani in Aula –. Abbiamo voluto ancora una volta esprimere la nostra preoccupazione e chiedere di avviare un percorso per arrivare a un piano decennale che preveda la rimozione, la bonifica e lo smaltimento dell’amianto (a partire da priorità già individuate come, ad esempio, la Fibronit di Broni, e siti che, seppure di rilievo minore, si sono evidenziati ultimamente come l’area Vinal di Santa Giuletta), mettendo in evidenza una serie di ritardi che stiamo scontando. Soprattutto per quanto riguarda l’amianto presente sui tetti, si sta determinando una grave situazione di carattere sanitario e ambientale”.

E per quanto riguarda, in particolare, la questione sanitaria, Villani aggiunge che “dopo aver approvato la legge 50 del 2012, che modificava e integrava la 17 del 2003 sul risanamento dell’ambiente, le bonifiche e lo smaltimento dell’amianto, di cui ero il primo firmatario, e che era una buona norma, non sono mai stati stanziati adeguati finanziamenti e, di fatto, non è mai partito lo smaltimento dell’amianto”.

In Aula il consigliere Pd ha anche ricordato tutta la partita della sperimentazione delle tecnologie alternative alle discariche che può finalmente essere avviata e, anzi, va favorita, “ma bisogna iniziare davvero a rispettare i termini di legge che prevedono che duri 2 anni, non sia fatta su più di 5 tonnellate di materiale, non sia a fini di lucro, sia controllata dal pubblico e dia certezze di affidabilità”. Ma il punto è partire con una risoluzione unitaria in Commissione, ribadisce Villani, “che sarà il banco di prova per le forze politiche che vogliono davvero mettere la parola fine alla lunga, travagliata e dolorosa vicenda dell’amianto”.

 

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