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Arriva a Pavia Don Bosco

 

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A Pavia, il 27 e 28 febbraio, arriverà nella Cattedrale di Santo Stefano in Piazza Duomo, l’urna di Don Bosco, come parte delle manifestazioni che precederanno i festeggiamenti per i 200 anni della nascita del santo di Valdocco, che si terranno nel 2015.

E’ l’occasione per ricordare alcune storie, che sanno quasi di leggenda, dedicate ai miracoli piccoli e grandi compiuti dal santo piemontese, fondatore dei Salesiani.

Castagne che non finiscono

Il giorno dei morti del 1849, don Bosco aveva portato i suoi ragazzi in visita al cimitero di Torino, con la promessa che al ritorno avrebbero mangiato le castagne cotte.
Ne aveva fatto comperare tre sacchi, ma mamma Margherita, che aveva mal interpretato le parole del figlio, ne fece cuocere tre o quattro chili.
Data la situazione Giuseppe Buzzetti, economo dell’oratorio e caro amico di don Bosco, corse ad informare il sacerdote che le castagne non sarebbero bastate per tutti, ma nella confusione non riuscì a spiegarsi bene.
Alla fine della giornata tutti rimasero stupiti nel vedere che quelle poche castagne, che erano rimaste in fondo al cesto, erano bastate per tutti quei ragazzi affamati e stanchi e da allora molti cominciarono a credere che don Bosco fosse un vero santo, capace di miracoli.

Pane per tutti

Il 22 ottobre del 1860 arrivò a Valdocco Francesco Dalmazzo, un giovane di Pinerolo che, dopo aver sentito parlare a lungo di don Bosco, aveva chiesto di frequentare nel suo oratorio l’ultimo anno di ginnasio.
Poche settimane dopo, però, il ragazzo, scoraggiato da uno stile di vita molto diverso dal suo, chiese al sacerdote di tornare a casa.
Don Bosco acconsentì e l’11 novembre Francesco si trovò nell’atrio ad attendere la madre, ma non voleva andarsene senza confessarsi da Don Bosco per l’ultima volta.
In quel momento il sacerdote era intento a discutere con i due garzoni che consegnavano il pane per i ragazzi dell’oratorio, preoccupati perché non c’erano abbastanza pagnotte per tutti.
Don Bosco sorrise e disse ai due di non preoccuparsi.
Francesco, incuriosito da questa conversazione, decise di vedere con i suoi occhi come avrebbe fatto il sacerdote a risolvere il problema.
don bosco 2Terminata la confessione, il ragazzo si nascose in un angolo e vide che tutti i ragazzi, uno ad uno, ricevevano dalle mani di don Bosco la loro pagnotta e se ne andavano.
Dopo che don Bosco se ne' era andato, Francesco corse a vedere quanto pane fosse rimasto e vide che sul fondo della cesta c’era la stessa quantità di pane che era arrivata quella stessa mattina.
Colpito da questo miracolo, il ragazzo decise di restare nell’oratorio, diventando poi il direttore del collegio di Valsalice per i missionari salesiani e il procuratore generale dei Salesiani in Vaticano.

Una strana confessione

Negli ultimi anni della sua vita Don Bosco, vecchio e stanco, confessava raramente e solo a un numero limitato di ragazzi.
Quando nell’ottobre del 1886 arrivò dal paesino di Pontecurone il quindicenne Luigi Orione, tutti i suoi compagni si diedero da fare per chiedere al sacerdote di ammetterlo tra i ragazzi che venivano confessati da lui.
Dopo molte insistenze, Don Bosco acconsentì a confessare Luigi, che decise di prepararsi con tutte le sue forze a questo importante evento.
Consultando una serie di libretti conservati nella basilica di Santa Maria Ausiliatrice, il ragazzo riempì ben tre quaderni, in cui si accusava di tutte le malefatte possibili, con l’eccezione dell’omicidio.
Il giorno della sua confessione Luigi, timoroso, presentò il primo quaderno a Don Bosco che, dopo averlo soppesato per alcuni minuti, lo fece a pezzi.
La stessa sorte toccò agli altri due quaderni, mentre il ragazzo fissava Don Bosco senza parole.
Ma il sacerdote, con uno dei suoi sorrisi, gli disse di non avere paura e lo congedò dicendo “Ricordati che noi due saremo sempre amici”
Anni dopo Luigi Orione, divenuto sacerdote e fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza, disse che il periodo di Valdocco era stato il più felice della sua vita.

Programma delle manifestazioni per la visita della salma di Don Bosco a Pavia:

Giovedì 27 febbraio - Cattedrale di Pavia

11.00 - Santa Messa, il Vescovo e il clero pavese accolgono l’urna di don Bosco

Dalle 15.00 fino alle 16.50 - Visita all’urna del santo

18.00 - Don Bosco: un santo sociale. Incontro a cura del servizio per la pastorale sociale

21.00 - Preghiera vocazionale, a cura del servizio per la pastorale vocazionale e del servizio per la pastorale universitaria

Venerdì 28 febbraio - Cattedrale di Pavia

Dalle 8.00 fino alle 10.50 - Visita all’urna del santo

11.00 - Santa Messa. Il Vescovo prega con gli alunni delle scuole cattoliche

Dalle 15.00 fino alle 16.50 - Visita all’urna del santo

17.00 - Santa Messa con i religiosi e le religiose

21.00 - Veglia e saluto a don Bosco. Il Vescovo con gli Oratori e i giovani in preghiera raccolti intorno all’urna di don Bosco. Trasferimento al santuario di Santa Maria delle Grazie, da cui partirà all’alba del 1° marzo.

 

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