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Essere l’altra in chat, briciole d’amore

 

chat 1E anche questa notte era l’una.

Elena si alzò dalla poltrona, avvolta nel suo pile azzurro, però aveva freddo, guardò fuori dalla finestra, la strada ormai deserta, il bar di fronte stava chiudendo.

Era una notte come le altre, come tante altre.

Si accoccolò sulla sua poltrona, davanti al pc a guardare lo schermo in attesa. In attesa di un messaggio, di un ciao, anche solo di un like su una fotografia, su un’immagine.

Da quanto andava avanti così? Da tanto tempo, forse troppo, tutte le sere diceva “è l’ultima”, ma il coraggio di spegnere lo schermo non l’aveva ancora trovato.

Tutto era cominciato in primavera quando aveva incontrato Andrea, un po’ più giovane, simpatico, allegro, e, si un colpo di fulmine,  un amore spensierato.

Giornate piene di risate e di scherzi, di baci, di carezze, di promesse, di progetti. Giornate allegre. Giornate felici.

Poi quella notizia, il trasferimento dell’impresa dove Andrea lavorava, in Calabria, 1000 chilometri!

Ma sembrava non avere importanza, le promesse, e i sogni, e le conversazioni interminabili in chat,e le foto mandate, condivise, commentate.

Poi, un giorno, Andrea non c’era più tutte le sere, troppo lavoro, troppo stanco, finché una sera disse” sai, ho conosciuto una ragazza, oh niente di serio”.

E le conversazioni sempre più corte, sempre più rare, finchè una sera Andrea le spiegò che stava con lei, con “niente di serio”.

Elena non gli aveva neanche chiesto il nome, l’età, l’aspetto. Nella sua mente la chiamava sempre “ niente di serio”. Meglio non sapere. Meglio ignorare. Faceva troppo male.

Forse poteva far finta che non esistesse, che non fosse vero, pensare che fosse solo una parentesi, che Andrea sarebbe tornato, che a Natale sarebbero stati insieme, che avrebbero mangiato il loro famoso gelato caldo.

chat 2E così si accontentava di qualche messaggio scritto mentre "lei'" dormiva o non c’era o faceva la doccia, si accontentava di essere l’altra, si accontentava di briciole d’amore.

E così’ da tanto ormai tutte le notti stava lì, a volte fino all’una, qualche volta fino alle due, il più delle volte inutilmente, lui non appariva, non scriveva, non leggeva.

Tutte le sere Elena pensava “stasera è l’ultima”, ma poi, mentre il resto della casa piombava nel silenzio della notte, lei stava lì, accoccolata sulla sua poltrona, col suo pile azzurro ad aspettare.

A volte pensava, magari “niente di serio” è noiosa, non è socievole, non è allegra, no, non pensava mai che non fosse bella, Andrea non l’avrebbe nemmeno guardata.

Magari si stanca, lui è sempre in giro, segue i cantieri, si assenta per settimane, non si fiderà e lo lascerà. Forse si innamorerà di qualcun altro. Ma i giorni, o meglio le notti, passavano, ed era sempre la stessa storia, qualche conversazione rubata, oh certo parole molto romantiche, molto appassionate, ma poi……

Una sera Elena era molto stanca, si addormentò sulla poltrona, col pc acceso, ma muto come tante altre notti. La mattina si accorse che il sole era spuntato ugualmente, che il mondo girava e lei dopotutto era solo meno stanca del solito.

Forse si poteva vivere anche senza quell’amore che faceva solo male.

La sera dopo uscì con le amiche, la sera dopo si dedicò alla lettura di un romanzo d’avventura, la successiva a provare a fare la maglia. Si poteva vivere. Il pc rigorosamente spento alle ore 21,00.

 

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