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Una poesia per il brindisi di Capodanno

brindisi 1

 

 

 

 

Questa poesia, scritta da un medese per il Capodanno del 1980, ci offre uno spaccato sui sogni e desideri che si cullano all’inizio di un nuovo anno.

 

 

 

Bon Princippi!

Summa chi per brindà
Spitumma a bev
Per brindà a bsogna pinsà
As pensa mei cul bicier in man
e la pansa pinna.

As po no fa pinsa jun cal mora
dla fam o ca lé ciuch
Go duddas rob da div,
junna al mes:

1 - Dag da mangià ai povar
l’è na bela roba
Dag sudisfasion al cor ad l’hom
l’è mei.

2 - Tu-cc i siur i poran fa la carità
ma hammà cui cal gan un cor jen
bon da sulevan un altar

3 - Parla no mal da cui ca-t-cunussi.
Fanda insi a t’ingrasi al mal
dal mond. Pensa che i cativ
qualità i poran ves hamma
in tla to mant, e la to ment la po
trasmettag a kulla da fa dal mal.

4 - Al pekà pusè gros l’è dag un
dispiasì al to vsin.

5 – Studia sempar, lesa tant
no parchè j’altar jabian da di:
“l’è na parsonna istrui”
Ma parchè l’è hamma savinda tancia rob
cat po juta j’altar.

6 – Parla no me jasu chi tran i patt
Na parola maliggn-gna, junna mal dija
La po fa pusè mal che nà curtlà
Va incontra a l’amis cui bras larg.
Tu-cc gan dabsogn d’ajut
e l’ajut at po dal primma cul cor,
po cul sarvel, po cul bras,
e po cul portafoi.

7 – Se quand at jutti un quei-dun
ta speti d’la ricunuscensa,
al vo di ca tè tì, ca ta-ghè dabsogn
d’un quèi cos.

8 – Sa-t vaddi chi tratan mal un fiulin,
un mala, un vegg, na’bestia,
mattat in mès.
Sa-t vaddi al to amis cal sbaglia
Digal.
Sa-t cunussi i difèt ad to fradè
fagal capì.

9 – Cerca no da ves di vers da cul
ca te. Tu-cc i mascar
i quarcian la lus cla po
s-ciarì la to facia.

10 – Sia no trop urguglius.
Craddat no da veg sempar rason.
Cul ca lè sicur ad tut l’è
un gnurant.

11 – Pensag:
“Ves amis, andà d’acordi, stà insèma
per fa un quei cos, sperà”
j en quatar rob ca-s deva sempar ten d’ament
per viv ben, per andà incontra a tu-cc,
per jutài tu-cc mik-as-po.

12 – Cerca da fa distinsion in trà i bal
e la vrità. Pensa con la to ment.
Per ves avsin al to amis at devi guardà
Cul ca ta-ghè istess me l’u.
Guarda sa ga dabsogn d’un quei cos
da poc, insì at pudrè capì
quand al ga dabsogn ad tant.

Sa tè stai bon ad pinsà
a tutt i duddas rob ca to dii,
brinda per matti-in pratica
tut i minut.
A l’è no facil.

Sta gla fè, at farè na gran roba
per al mond intrei.
Al Bon Princippi dal 1980
Al cmencia propri da ti.

Buon anno!

Siamo qui per brindare
Aspettiamo prima di bere.
Per brindare bisogna pensare
Si pensa meglio col bicchiere in mano
e la pancia piena.

Non si può far pensare una persona
che muore di fame o che è ubriaca.
Ho dodici cose da dirvi,
una al mese:

1 – Dar da mangiare ai poveri
è una bella cosa.
Soddisfare il cuore dell’uomo
è meglio.

2 – Tutti i ricchi possono fare carità
ma solo quelli che hanno un cuore
sanno sollevarne un altro.

3 – Non parlar male di chi conosci.
Facendo questo ingrassi il male
del mondo. Pensa che le cattive
qualità possono essere solo nella tua
mente, e la tua mente può trasmettere
a quella persona di far del male.

4 – Il peccato più grosso è dare un
dispiacere a che ti è vicino.

5 – Studia sempre, leggi molto
non perché gli altri abbiano a dire:
“è una persona istruita”
Ma perché è soltanto sapendo tante cose
che si può aiutare gli altri.

6 – Non parlare a vanvera.
Una parola maligna, una mal detta
può fare più male di una coltellata.
Va incontro all’amico con le braccia larghe. Tutti hanno bisogno di aiuto
e questo puoi darlo prima col cuore,
poi col cervello, poi con le braccia,
poi col portafoglio.

7 – Se quando aiuti qualcuno
attendi della riconoscenza,
significa che sei tu che hai bisogno
di qualcosa.

8 – Se vedi maltrattare un bambino,
un malato, un vecchio, un’animale,
intromettiti.
Se vedi che il tuo amico sbaglia
diglielo.
Se conosce i difetti di tuo fratello
faglielo capire.

9 – Non cercare di essere diverso
da quello che sei. Tutte le maschere
ostacolano quella luce che può
illuminare il tuo volto.

10 –Non essere troppo orgoglioso.
Non credere di avere sempre ragione.
Chi è sicuro di ogni cosa
è un ignorante.

11 – Pensaci:
“Essere amici, andare d’accordo, stare insieme
per fare qualcosa di utile, sperare”
sono quattro cose che si devono sempre ricordare per vivere bene, per andare incontro
a tutti, per aiutare tutti come si può.

12 – Cerca di distinguere le menzogne
dalla verità. Pensa con la tua mente.
Per essere vicino al tuo amico devi
guardare quello che hai in comune con lui.
Guarda sa ha bisogno di poco
così potrai capire
quando ha bisogno di molto.

Se sei stato capace di seguirmi
con il pensiero in tutte le dodici cose
che ti ho detto, brinda per metterle
in pratica ad ogni istante.
Non è facile.

Se vi riesci, farai una gran cosa
per il mondo intero.
Il Buon Anno 1980
comincia proprio da te.

 

 

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