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La fortuna è sul Ponte Coperto di Pavia

 

fortuna 1A volte la fortuna s’incontra per vie tortuose e inaspettate come racconta questa antica leggenda pavese.

Un tempo nel paese di Farigliano, in provincia di Cuneo, c’erano dei bellissimi giardini che erano sempre ben tenuti e curati, tanto che erano il vanto del paese.

Il proprietario di uno di questo era un giovane contadino, di nome Giovanni, molto amato dai suoi concittadini per il suo buon cuore e la sua generosità.

Una sera, mentre passeggiava per le vie del paese, Giovanni trovò un foglio, che era stato perso da qualcuno su cui c’erano scritte queste parole:

Se sul ponte di Pavia n’andrai,

La fortuna, sta certo, t’avrai.

Per tutta la notte Giovanni non riuscì a dormire, in quanto era eccitatissimo al pensiero della fortuna che gli era capitata cosi a portata di mano.

La mattina dopo il giovane contadino parti per Pavia e, al suo arrivo, si mise a passeggiare sul Ponte Coperto in attesa che la fortuna arrivasse, ma passarono due giorni e non era ancora successo nulla.

fortuna 3All’alba del terzo giorno alcuni carrettieri, incuriositi da quel giovane che non si muoveva dal ponte, gli si avvicinarono e uno di loro chiese a Giovanni “Come mai state passeggiando su questo ponte da due giorni?”.

Scoraggiato Giovanni disse “Ho appreso che sul ponte di Pavia avrei incontrato la fortuna, ma adesso non ci credo più cosi tanto”.

“Buon uomo” disse il carrettiere “lei è davvero un ingenuo; infatti anch’io un tempo appresi che, se fossi andato a Farigliano e avrei scavato nel giardino che si trova dietro la filanda, alle radici del pero che si trova al centro, avrei trovato un tesoro, ma chi ci crede più a queste fandonie?”.

Sentendo quelle parole Giovanni rimase molto sorpreso, poiché quel giardino era di sua proprietà, ma si riprese subito e, dopo aver ringraziato il carrettiere, si affettò a tornare a casa con il cuore pieno di speranza.

Appena arrivato, Giovanni cominciò a scavare dove gli era stato indicato e, in poco tempo, trovò un cofano pieno di monete d’oro.

Diventato ricchissimo, il contadino condusse una vita lunghissima e serena e, alla sua morte, lascio tutti i suoi averi ai figli e nipoti che continuarono a far prosperare quella fortuna giunta cosi inaspettata. 

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