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EXPO 2015: a Pavia il cluster del riso

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Un importante risultato raggiunto proprio in vista dell’appuntamento da non perdere: EXPO 2015.

La firma del contratto di partecipazione del Laos ha concluso il 10 luglio a Pavia, il secondo incontro dei Paesi che si sono dichiarati interessati a far parte del Cluster del Riso di Expo Milano 2015.
Con il Laos salgono a 60 i contratti che la società organizzatrice dell’Esposizione Universale ha sottoscritto con i Partecipanti Ufficiali della manifestazione.
Avvenuto presso la Fondazione Banca Monte di Lombardia, l’incontro ha ospitato i rappresentanti di Bangladesh, Cambogia, Pakistan, Myanmar e Laos, oltre ai delegati di Cina e Giappone che hanno partecipato come osservatori.
All’appuntamento si sono presentati Maurizio Martina, Sottosegretario del Ministero delle Politiche Agricole con delega all’Expo 2015, che ha esposto le importanti prospettive che l’evento è in grado di aprire per il territorio e l’Italia, oltre a Stefano Gatti, General Manager Participants Division di Expo 2015 S.p.A., Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia,Daniele Bosone, Presidente della Provincia di Pavia, Giacomo de Ghislanzoni Cardoli, Presidente della Camera di Commercio di Pavia, Angiolino Stella, Rettore dell’Università degli Studi di Pavia, e Aldo Poli, Presidente della Fondazione Banca del Monte di Lombardia.
I Cluster sono un’importante innovazione per le Esposizioni Universali, infatti sono degli spazi espositivi che riuniscono sotto lo stesso gruppo più Paesi accomunati dalla produzione di specifiche tipologie di cibo, dal Caffè fino a arrivare ai Cereali e tuberi o interessati a sviluppare tematiche specifiche legate all’alimentazione, come l’Agricoltura e Nutrizione nelle Zone aride e le Isole.
La scelta di Pavia come la sede del tavolo di lavoro dedicato al riso ha un valore particolare, perché, con ben 80.000 ettari di coltivazione e 1.700 imprese agricole, questa provincia è la prima produttrice di questo alimento in Italia, grazie al lavoro dei pavesi che hanno trasformato il terreno paludoso in una fonte di ricchezza.
Nel corso della riunione Stefano Gatti ha esposto ai numerosi delegati presenti le varie opportunità del padiglione che li ospiterà detto “Growth reflections”, ideato con la collaborazione del Politecnico di Milano con la Tongji University e la National University of Civil Engineering, dall’aspetto di una risaia fuori scala in cui sono riconoscibili i campi, ma anche i colori, profumi e ombre che regolano la crescita del riso e lo scorrere del tempo, con le attrezzature mobili disposte in modo sparso nella struttura, che richiamano i tipici covoni che popolano le risaie, ma che sono in grado di diventare tavoli, cucine, sedute, moduli espositivi e laboratori creativi per coinvolgere i visitatori.
Allo scopo di facilitare la conoscenza e la collaborazione tra il gruppo di lavoro sul Cluster del Riso e la città, i rappresentanti dei Paesi che hanno preso parte all’incontro sono stati invitati a visitare alcuni dei luoghi più importanti di Pavia, come l’Orto Botanico, con le sue serre storiche risalenti al ‘700 e la banca del seme che conserva tutte le tipologie di riso presenti in Lombardia e Piemonte, la Certosa, il monastero che dal 1866 fu dichiarato monumento nazionale italiano diventando così proprietà del Regno d’Italia prima e dello Stato italiano in seguito; e la Cascina Darsena, oggi parte di un progetto pilota sulla Biodiversità con l’80% di area coltivata e il 20% di area rinaturalizzata.

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