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Piazza Botta vuole salvare la Madonna Certosina

piazza botta

Italia Nostra lancia una sottoscrizione per finanziare il restauro dell’affresco settecentesco della Madonna Certosina che rischia di sgretolarsi sul muro dell’ex oratorio della chiesa di Ognissanti in piazza Botta.

Dopo le autorizzazioni della Soprintendenza di Milano e il sopralluogo effettuato il 28 giugno dalla restauratrice Silvia Sempio con i responsabili di Italia Nostra, ormai sembrava tutto pronto per l’inizio dei lavori.

Ma la macchina degli sponsor si è inceppata e i fondi che erano stati promessi da alcuni privati non sono ancora arrivati a destinazione.

E il tempo stringe, infatti una “bolla” sta lentamente staccando la sottile patina di colore e la veste della Madonna, già consumata dagli agenti atmosferici, potrebbe polverizzarsi.

“Dobbiamo fare in fretta – sostengono i volontari della sezione pavese di Italia Nostra, presieduta da Achille Mortoni – Chiediamo aiuto a tutti i residenti del quartiere (sono state imbucate nelle cassette della posta più di 250 lettere) ma anche alla città, alle associazioni, alle fondazioni. Questa edicola votiva racconta anche un pezzo di storia di Pavia”.

La Madonna Certosina è particolarmente venerata in piazza Botta, in quanto si ritiene abbia protetto gli abitanti e le case del quartiere dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, oltre a essere una delle trentasei Madonne disseminate sui muri di Pavia che vennero censite negli anni dalla professoressa Luisa Erba.

“C’è una foto di Guglielmo Chiolini del 1934 che ritrae l’affresco con un altarino, un centrino in pizzo e diversi ex voto, purtroppo andati perduti” dicono i volontari di Italia Nostra.

La chiesa sconsacrata collegata all’edificio su cui si trova l’affresco era degli Umiliati, che li, dove un tempo scorreva all’aperto la roggia Carona, lavoravano e cardavano la lana.

Dopo la soppressione dell’ordine nel 1580, la chiesa venne affidata ai Certosini, che vi posero una statua della Madonna, divenuta ben presto un oggetto di devozione.

Ma l’arrivo dell’esercito di Napoleone e i saccheggi successivi, oggi non resta nulla degli arredi della chiesa, nemmeno la statua della madonna.

E proprio per questo il culto fu trasferito sulla Madonna dipinta presso la parete del vicino oratori, oggi appartenente all’Università.

Dopo la guerra, essendo sopravvissuti ai bombardamenti, i pavesi che risedevano nella zona decisero di finanziare un primo restauro, arrivando al punto di autotassarsi per salvare l’affresco.

Chi fosse interessato può contattare il 339/8189398 per informazioni e modalità. Oppure è possibile versare un contributo sul c/c bancario 43817842 intestato a Italia Nostra onlus di Pavia, restauro Madonna Certosina presso Cariparma di piazza del Lino.

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