La fontana di Annibale a Pavia

Già dalle scuole elementari si studiano le guerre puniche, ma forse non tutti sanno che il grande Annibale passò proprio vicino a noi, nell’Oltrepo’ Pavese, a Casteggio.

fontana annibale pavia

Una serie di reperti poco numerosi ma significativi come selci e ossa lavorate, macine, accette, fusaiole e frammenti di vasi probabilmente risalenti al IV secolo a. C, hanno condotto gli archeologici a ipotizzare che il paese di Casteggio e le sue campagne fossero abitate dal VI secolo a. C, proprio dove venne in seguito edificato il villaggio dei Galli Anamari che sotto i Romani divenne noto come Clastidium.
Se i Galli erano disposti ad avere dei buoni rapporti con i Romani, i loro connazionali Insubri si opposero duramente fino a venir sconfitti nella battaglia di Clastidium del 222 a. C, contro le truppe guidate dal console Marco Claudio Marcello.

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Successivamente Clastidium divenne un attivo e operoso centro commerciale in stretto contatto con la vicina Augusta Placentia, oggi Piacenza.

 

Secondo una leggenda, durante la II Guerra Punica gli elefanti e i soldati di Annibale si abbeverarono a una fontana che ancor oggi si trova poco fuori dal paese, dove adesso passa la via Emilia in direzione di Piacenza, soprannominata per l’appunto “la Fontana d'Annibale”.

Infatti è noto che in quell'occasione Clastidium non ostacolò affatto l'avanzata del generale cartaginese che stava marciando in direzione di Roma, al punto che nel 218 a.C. Annibale, dopo aver sconfitto i romani nella battaglia del Ticino, ottenne dal comandante del presidio romano di Casteggio, Dasio Brindisino l'ingente quantità di viveri che vi erano stati lasciati dai Romani.
Dopo la momentanea sconfitta dei Romani e la caduta di Piacenza, Casteggio diventò indipendente, ma nel 197 a.C. il console Quinto Minucio Rufo costrinse numerose città , tra cui Casteggio, alla resa, poi diede la colonia alle fiamme per vendicarsi del tradimento subito.

Ma per la sua posizione strategica Clastidium venne ben presto ricostruita, e si affermò nuovamente come il centro più importante sulla via Postumia fra Derthona, poi diventata Tortona, e Placentia.
Oggi per rinverdire i fasti di uno dei simboli casteggiani, che un tempo era visitato anche dai bambini delle scuole, il Comune, assieme agli addetti della Cooperativa Clastidium, ha fatto rifare la parte muraria della fontana, grazie a dei mattoni donati da una ditta edile locale.

Il cantiere è stato seguito dalla soprintendenza ai Beni archeologici e dal sindaco Lorenzo Callegari, che ha sottolineato come questo restauro restituisce alla cittadinanza un monumento che deve essere valorizzato.

Paola Montonati

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