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La chiesa di San Teodoro si trova nei pressi della Porta Calcinara, un quartiere sud occidentale di Pavia, vicino a un terrazzamento naturale sul Ticino.
L’edificazione della chiesa risale alla seconda metà del XII secolo, laddove sorgeva la chiesa altomedievale di Sant’Agnese, e probabilmente fu determinata per accogliere nella chiesa le spoglie di San Teodoro, che era stato il vescovo di Pavia verso la metà dell’ VIII secolo.
A metà del XVI secolo furono costruiti il campanile e il lanternino al di sopra la cupola, mentre all’interno della chiesa vennero aggiunte alcune arcate trasversali di rinforzo, rese necessarie a causa delle deformazioni delle volte provocate dal non allineamento simmetrico degli elementi di sostegno.
La fine del XVII secolo vide interventi di gusto barocco presso nella zona presbiterale mentre all’inizio del XVIII risalgono alcuni consolidamenti statici nella cripta.
Infine tra il 1887 e il 1909 vennero condotti dei consistenti interventi di consolidamento dell’intera struttura oltre a un restauro teso a eliminare tutti i rimaneggiamenti cinquecenteschi, barocchi e settecenteschi per riportare l’edificio alle origini.

La chiesa ha un impianto basilicale con tre navate, coperte con delle volte a crociera rette da alcuni pilastri cruciformi di tipo romanico.
Il transetto contratto ha una copertura a botte sui bracci e una cupola ottagonale, percorso all’esterno da una serie di arcatelle cieche, decorate da bacini policromi, tra cui alcuni di manifattura islamica, mentre il cupolino è alleggerito da alcune bifore richiamate da una serie di aperture cinquecentesche.
La zona presbiterale è sopraelevata, infatti per tutta la larghezza delle navate, vi corre la cripta con delle monofore aperte su ogni abside.
All’esterno la parte più antica è quella absidale, mentre sul lato settentrionale è visibile il transetto inquadrato da due contrafforti, mentre altri tre contrafforti sono sul fianco intervallati dalla presenza di un portale con lunette e dalle monofore che illuminano la navata laterale.

Al di sopra del portale di ingresso, sormontato da una lunetta, si aprono una trifora centrale con due monofore laterali e nella fascia superiore vi è una loggetta cieca decorata da bacini ceramici, mentre sul lato sud troviamo la sacrestia e il campanile.
Nella prima campata della navata destra in anni recenti è stato ritrovato un mosaico di grande interesse, con una serie di scene contornate da fasce con motivi decorativi e iconografici tipici dell’arte romanica, mentre la fascia più esterna a zig-zag ha dei riquadri con animali e mostri e quella più interna conserva un intreccio a quattro capi, ed entrambe sono interrotte nell’angolo da un tondo con cerchi concentrici stellati.
Sui pilastri e sul fronte della cripta possiamo ammirare buona parte della decorazione originaria che, dopo essere stata coperta con strati di intonaco e costruzioni successive, venne riportata alla luce dai restauri risalenti alla fine dell’Ottocento.

I dipinti, con elementi lombardi e bizantini, vennero realizzati verso il secolo XIII e sono una testimonianza della devozione popolare poiché furono commissionati dagli stessi fedeli.
Sulla parete settentrionale del transetto troviamo la narrazione della vita di San Teodoro, che fu realizzata nel 1514, durante il rinnovo voluto da Luchino Corti, secondo l’iscrizione che si può notare nella cornice superiore, mentre nel transetto meridionale si snoda la vita di sant’Agnese, che fu martirizzata a Roma verso la metà del III secolo.

 

Paola Montonati

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