La Certosa di Pavia nella storia

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Finalmente da metà aprile la Certosa di Pavia, uno dei monumenti più importanti della Lombardia sarà accessibile con orario continuato.Grazie a questo si eviterà quell’attesa a volte insopportabile tra le 11, 30 e le 14,30, poiché il turista non deve timbrare il cartellino, anche le ore centrali della giornata devono poter essere sfruttate per conoscere e vedere.

Nel 1390 Caterina Visconti, sposa del duca di Milano Gian Galeazzo, fece il voto che se fosse sopravissuta alla difficile gravidanza avrebbe fatto costruire nel Pavese un monastero appartenente ai Certosini. Pertanto, intorno al 1394, quasi tre anni dopo il voto della moglie, il duce sollecitò i Certosini di Siena a collaborare per la costruzione di un monastero intitolato alla Madonna, che sarebbe stato edificato a nord del Castello di Pavia.

Nel 1396 gli architetti Bernardo da Venezia e Cristoforo da Conigo iniziarono a lavorare sul progetto della Certosa, la cui prima pietra fu posta il 27 agosto dello stesso anno in una solenne cerimonia a cui parteciparono Gian Galeazzo con molti studenti e professori dell’Università di Pavia.

Fino alla morte del duca, avvenuta nel 1402, i lavori procedettero speditamente, per poi subire un netto rallentamento sotto il ducato del figlio Giovanni Maria, che aprì un periodo buio per i cantieri della Certosa. Quando nel 1412 il duca morì tragicamente, il suo successore Filippo Maria rinnovò tutte le donazioni ed esenzioni concesse dal padre ai cantieri, consentendo ai lavori di riprendere con un rinnovato fervore. Ad esempio verso il 1434 fu costruito il vestibolo interno, mentre nel 1454 fu edificato il secondo vestibolo come portineria.

Nel 1450 i Certosini ricevettero delle nuove istanze dal duca Francesco Sforza, che consentirono di riprendere i lavori della chiesa verso il 1452. Tuttavia i cantieri subirono ancora dei numerosi rallentamenti, tanto che solo nel 1472 fu completata la sistemazione del chiostro grande. Sotto Ludovico il Moro nel 1492 i lavori ripresero speditamente, grazie anche alle importazioni di marmo provenienti dal duomo di Milano.

Il 3 maggio 1497 finalmente la Certosa fu consacrata di fronte a una grande folla.

Tra il Cinquecento e il Seicento, malgrado la difficile situazione storico politica, furono completati gli ultimi lavori alla Certosa, come il transetto e la Sacrestia Nuova. Sotto il dominio austriaco avvenne che nel 1782, dopo ben duecento anni, la Certosa passo nelle mani dei Cistercensi, e in seguito divenne una delle proprietà dei Padri Carmelitani di Milano. Del 1810 la Certosa fu amministrata da un sacerdote che dipendeva in tutto e per tutto dall’ufficio del subeconomo di Pavia. Finalmente nel 1843, grazie a un decreto dell’imperatore, i Certosini tornarono nella Certosa, dove rimasero fino al 1882, quando furono costretti ancora una volta a lasciare il monastero.

Nel Novecento la Certosa passò prima ancora ai Certosini, poi ai Carmelitani, e infine dal 1968 è di proprietà dei Cistercensi, che ancora oggi continuano a rendere il monastero ciò che è sempre stato, un luogo di pace e di preghiera.

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