Duomo di Pavia

duomo paviaIl Duomo di Pavia fu iniziato nel 1488 e terminato nel 1898, ha una cupola centrale a pianta ottogonale con un'altezza di 97 metri, una luce di 34 ed un peso di 20.000 tonnellate.

Ha una costruzione con pianta a croce greca, con tre navate ai cui lato si possono ammirare le cappelle.
La cripta ospita le spoglia di San Siro, santo patrono di Pavia che viene festeggiato il 9 dicembre.
A fianco del Duomo fino al crollo del 1989 c'era la Torre civica.
Il monumento più importante durante la Signoria degli Sforza è il Duomo. La costruzione di un edificio grandioso, in forme rinascimentali sembra voluta dai cittadini pavesi, che ne fecero richiesta a Ludovico il Moro per intercessione di suo fratello, il Cardinale Ascanio Sforza, Vescovo di Pavia. Sorto sull’area delle due cattedrali medievali  di Santo Stefano e Santa Maria del Popolo, se ne collocò la prima pietra il 29 giugno 1488, su progetto dell’architetto Giovanni Antonio Amdeo, Bramante e del Maestro carpentiere Cristoforo Rocchi.
L’abside maggiore di una grandiosità semplice e armoniosa, fu completata nei primi anni del Cinquecento.

A causa dei funesti avvenimenti cui andò soggetta la città, la fabbrica si arrestò e riprese più tardi per impulso del Cardinale Ippolito De Rossi e il Vescovo Biglia, che consacrò nel 1615 la testa di croce corrispondente al presbiterio. Verso la metà del XVIII il Cardinale Durini, con la direzione dell’architetto Alfieri, costruì il grande ottagono e il tamburo della cupola, mentre il Cardinale Riboldi, nel 1885, fece voltare la cupola dal Maciacchini.
Nel periodo 1893-95, demoliti gli avanzi delle facciate delle due antiche cattedrali, si costruì il piè di croce e la facciata, mentre nel 1930-33 si completarono i due bracci laterali con relative absidi. Questi lavori diedero al monumento l’imponente struttura che grandi ideatori avevano concepito, ma alcune parti dell’interno e quasi tutto l’esterno attendono ancora il rivestimento marmoreo.
Originariamente, la pianta dell’edificio era stata concepita a croce greca, ma i successivi interventi la trasformarono in croce latina.
L’arditissima cupola terza d’Italia per altezza, è impostata su un tamburo ottagonale che, secondo uno schema caro al Bramante, si trasforma inferiormente in un quadrato mediante quattro nicchioni angolari. Nell’interno e all’esterno, una sequenza di loggette praticabili, ricorrenti su tutto l’edificio, ne attenua la grande mole, legando orizzontalmente lo slancio verticale dei pilastri e della cupola.

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