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Pavia delle Meraviglie febbraio 2017

pavia meraviglie museo 1Domenica 19 febbraio, dalle 14.30 alle 17, i Volontari del Touring Club Italiano proporranno il secondo appuntamento del ciclo Pavia delle Meraviglie.

Questa volta i protagonisti saranno i personaggi pavesi che furono al centro del Risorgimento, tra i tanti della nostra città e provincia che lasciarono un'impronta indelebile in quel tumultuoso periodo della storia italiana, e che rivivranno nello storico Museo del Risorgimento, parte del Musei Civici del Castello Visconteo.

L’adesione di Pavia al processo di unificazione nazionale era già presente nelle caratteristiche della città, attiva fin dalla prima metà del Settecento, ma anche sede di una storica Università con prestigiosi collegi, che fu un serbatoio di patrioti prima e di uomini politici poi.

Anche la famiglia Cairoli in ogni fase dell’unificazione contribuì a formare una tradizione democratica forte.

Dopo aver ricevuto la medaglia d’oro per benemerenze patriottiche, Pavia fu tra le prime città a recepire l’esigenza di memoria dell’epopea risorgimentale e nel 1885 viene aperto il Museo del Risorgimento.

Il percorso espositivo nelle sale dell’attuale museo segue la cronologia, all'interno della quale sono proposti alcuni inserti tematici, con un occhio alla storia locale, vista nel suo legame con la vicenda storica nazionale, mentre ad alcuni dei personaggi più noti e importanti si è riservato uno spazio particolare.

Il percorso si apre con la Pavia asburgica, che se da un lato soffrì della sua condizione di città di frontiera, dall'altro aveva la presenza di un’importante Università, alla quale le riforme volute dall’imperatrice Maria Teresa diedero nuovo impulso.

Definita nè grande, nè ricca, nè popolosa, dopo gli anni francesi che si aprono con il sanguinoso episodio della rivolta, la città visse un breve periodo come capoluogo del Dipartimento del Ticino, per tornare subito dopo nell'anonimato della sfera milanese.

La seconda sala è interamente dedicata alla famiglia Cairoli, con un interno alto borghese ottocentesco, com’era la casa Cairoli, con mobili che arrivano dal lascito della famiglia accostati ad altri provenienti da altre donazioni.

È qui documentata la dimensione più personale vicino a quella pubblica e d’impegno civile che emerge nell'esposizione nel resto del percorso.

La terza sala inizia con un angolo dedicato agli eserciti piemontese-italiano, austriaco, francese, ai corpi volontari garibaldini e al leggendario Garibaldi, che nell'immaginario collettivo simboleggia il Risorgimento stesso.

Due spazi tematici sono riservati alla Massoneria tardo-ottocentesca, attiva in città con una loggia intitolata a Giuseppe Pedotti, per l'importanza che l'associazionismo laico ha avuto nella formazione politica di fine secolo, e alla sezione pavese della Croce Rossa Italiana.

A conclusione del percorso sono ricordati alcuni personaggi pavesi, come Benedetto Cairoli, nel suo ruolo di uomo pubblico, Gaetano Sacchi ed Emilio Burzio, generali nell'esercito piemontese, Urbano Pavesi, promotore dell'istituzione del Museo del Risorgimento, Tullio Brugnatelli, sindaco della città dal 1868 al 1872, mentre un accenno alla prima guerra mondiale conduce al nuovo secolo e a nuovi percorsi ancora da vedere.

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