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Pavia: novità per il restauro del Carmine e San Salvatore

novita cariplo 1Per il comitato tecnico della Fondazione Cariplo il nuovo obiettivo sarà quello di ottenere dal consiglio di amministrazione i contributi stanziati dal piano degli Interventi emblematici per il restauro del campanile della chiesa del Carmine e il recupero del piccolo chiostro di San Salvatore, due dei tesori artistici della Pavia medievale.

Per i due progetti serviranno circa 2 milioni di euro, un milione ciascuno e la decisione definitiva sarà presa verso i primi di febbraio, quando il Cda darà l’ultima valutazione.

Se sarà confermato il parere del gruppo tecnico, sarà concesso il contributo che sarà dato alle parrocchie allo scopo di avviare gli indispensabili lavori di sistemazione.

Sono circa sette i milioni che ogni anno la Fondazione Cariplo distribuisce tramite il piano che vede uno stanziamento di contributi per varie iniziative da attuare sul territorio lombardo, in due province, nel 2016 sono state scelte Pavia e Lodi.

A presentare il restauro del campanile è stata la parrocchia di Santa Maria del Carmine, capeggiata da don Daniele Baldi, per una serie d’interventi legati per il consolidamento della struttura, una torre campanaria che, con i suoi 75 metri di altezza, è ancora oggi la più alta di Pavia.

Sarà un progetto complesso che punta al rafforzamento del campanile che si trova a fianco della chiesa, un grande esempio di architettura neo gotica lombarda, che venne iniziata nel 1374 per volontà di Gian Galeazzo Visconti, partendo da un progetto attribuito a Bernardo da Venezia.

E’ del 1450 la torre campanaria, con una pianta quadrata, tutta decorata da fregi e dalle eleganti bifore dalle colonne di marmo.

Il secondo milione di euro dovrebbe essere destinato al chiostro di San Mauro, comperato la scorsa primavera dalla parrocchia di don Franco Tassone per la cifra di 650mila euro.

Fu una onlus nata per questo scopo a occuparsi del riscatto del chiostrino dell’antico convento benedettino, tesoro storico-artistico dove dovrebbero essere sepolti quattro re longobardi, e dell’area di 1.100 metri quadrati che erano di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti.

Nelle mura del monastero, dovrebbe nascere la cittadella della Carità, composta da una serie di spazi pensati per l’accoglienza dei più poveri, ma anche per attività culturali, come un centro di ascolto permanente, un armadio di abiti usati, una foresteria per i pellegrini, laboratori di restauri e spazi per l’arte, il tutto con l’aiuto della Fondazione Cariplo.

Sarà un passo fondamentale per il recupero del grandioso complesso di edifici attigui al lato ovest della chiesa, che fino a poco tempo fa erano una parte dell’ex Caserma Rossani.

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