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Pavia 2015: Dario Fo al Castello Visconteo

dario fo 1Anni fa ho avuto il piacere di vedere uno spettacolo di Dario Fo, un monologo, nel quale il grande “raccontatore” che è poteva dare il suo meglio. Ebbi poi anche l’opportunità d’incontrarlo nel foyer del teatro, gentile sorridente, cordiale.

Mai avrei pensato che un giorno avrei scritto di lui come pittore.

Autore, attore, scenografo, regista teatrale, ma da sempre pittore: Dario Fo, premio Nobel per la letteratura nel 1997, lega da sempre le sue opere al mondo del teatro e adesso, a 89 anni, ha deciso di porre un accento importante su questa delle sue molteplici arti.

Ora, da domenica 6 settembre fino al 18 ottobre, si potranno vedere nella mostra Dario Fo, Mistero Buffo a Colori. Manuale minimo dell’attore, presso la Sala Mostre del Castello Visconteo di Pavia, ben 130 opere dell’artista lombardo, per la maggior parte inedite per il grande pubblico.

Nella mostra, allestita dal Musei Civici del Castello Visconteo con la partecipazione della Compagnia teatrale Fo Rame e della Libera Università di Alcatraz e il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Lombardia e UBI banca, con la curatela di Susanna Zatti, saranno proposti i lavori che Fo ha dipinto per la pubblicazione del Manuale Minimo dell’attore 2, uscito a fine agosto per la casa editrice Chiarelettere, seguito dell’omonimo volume, uscito da Einaudi nel 1987, che era nato dalle lezioni tenute da Fo e Franca Rame in alcune università statunitensi, durante la tournee americana di Mistero buffo nel 1986.

“Il nuovo testo” spiega Susanna Zatti nel catalogo della mostra “è il racconto di oltre sessant’anni d’intensa vita teatrale di Dario e Franca, dell’esperienza umana, politica e artistica della coppia, degli incontri e degli eventi più memorabili, dai tantissimi spettacoli nelle Case del Popolo e alla palazzina Liberty ai dibattiti con il pubblico a fine rappresentazione, dall’incontro parigino con Jean Paul Sartre al viaggio in Cina, dai fastosi allestimenti scaligeri alla denuncia di fatti e misfatti della cronaca contemporanea. Come d’abitudine, in parallelo con la narrazione letteraria, Fo ha condotto un racconto puntuale attraverso la pittura, recuperando alla memoria visiva scene e personaggi della nostra storia collettiva, e dedicando un ulteriore, personale splendido omaggio a Franca, musa ispiratrice e passione della sua vita”.

Ogni dipinto sarà corredato da un brevissimo testo che spiega il significato e la storia del quadro, allo scopo di evidenziare come la produzione figurativa di Fo sia legata a doppio filo a quella teatrale, al punto che disegni e bozzetti “servono per fermare l’impianto della scrittura, per andare avanti nello svolgimento del lavoro” dice lo stesso Fo. 

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