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Fiabe d’inverno a Stradella

fiabe 1Da domenica 14 dicembre fino al 15 febbraio il Teatro sociale di Stradella ospiterà un ciclo di rappresentazioni teatrali che rielaboreranno alcune delle fiabe più belle della tradizione italiana ed europea.

Si comincerà domenica 14 con Il panettone di Balanzone, a cura della compagnia dei Burattini di Riccardo, una farsa in dialetto bolognese che vede non solo Fagiolino e Sganapino alla disperata ricerca di qualcosa di buono da mettere sotto i denti per il Natale, ma anche i tentativi del dottor Balanzone di gustarsi un buon panettone la notte della vigilia.

L’11 gennaio la compagnia burattinesca dei bisognosi di Paolo Papparotto reciterà Arlecchino e il bragosso fantasma, fiaba in dialetto veneto.

Ambientata nella Venezia del fine Settecento, la rappresentazione vede le maschere venete sconvolte dall’arrivo in laguna di un misterioso vascello che appare solo di notte, ma soltanto il burlone Arlecchino ha il coraggio di scoprire il segreto che vi si cela.

La compagnia il Cerchio Tondo di Lecco il 25 gennaio presenterà la versione teatrale del Pinocchio di Collodi, che con un’ambientazione semplice e umile mira a recuperare il senso profondo del romanzo dello scrittore toscano, con un dualismo tra il cielo e la terra, rappresentato dal corpo di legno di Pinocchio.

Il ciclo di rappresentazioni si concluderà domenica 15 febbraio con la Raperonzola della compagnia teatrino dell’erba matta di Savona, che rappresenterà una fiaba dalle radici molto più antiche di quanti s’immagini.

“Lo scrittore italiano Cesare Basile nel 1600” raccontano gli autori “scrisse Petrosinella, Italo Calvino ripropose nella raccolta fiabe italiane Prezzemolina e in Germania i Fratelli Grimm scrivono Raperonzolo. Ed è proprio da questa versione che siamo partiti a realizzare uno spettacolo frizzante e ricco di comicità. Uno spettacolo dedicato alla figura femminile, alle madri, alle figlie e alle…orche!”.

Dall’andamento comico e serie al tempo stesso, la storia della fanciulla dalle lunghe trecce bionde è il simbolo ideale del ciclo della vita, dove qualcosa finisce e qualcosa comincia. 

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