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Re Lear di Placido al Teatro Fraschini

re 1Un classico, dai toni drammatici e passionali, viene presentato al Teatro Fraschini da Michele Placido, nel doppio ruolo di regista e protagonista.

Il 31 ottobre e il 1 novembre, sul palcoscenico del Teatro Fraschini di Pavia, arriverà il nuovo allestimento del Re Lear di Shakespeare, con Michele Placido nel ruolo del protagonista, Francesco Bonomo e Federica Vincenti.

Da sempre uno dei capolavori assoluti del Bardo, la tragedia narra la tragica storia del Re Lear, diviso tra la ragione di stato e l’amore filiale.

Questo viene drammaticamente evidenziato quando, dopo aver ripudiato la figlia prediletta Cordelia, il vecchio re è cacciato dalle figlie maggiori e costretto a vagare per l’Inghilterra medievale in compagnia del suo buffone.

re 2Solo con l’aiuto del Duca di Gloucester, accecato dal figlio Edmund e aiutato dal secondogenito Edgar, Lear riesce a ritrovare la figlia perduta, che nel frattempo ha sposato il re di Francia.

Ma alla fine tutto finisce nel sangue, le sorelle di Cordelia si uccidono a vicenda, il vecchio duca muore e Edmund è ucciso da Edgar, mentre Lear, dopo aver assistito all’impiccagione di Cordelia, muore di dolore per tutto quello che ha dovuto subire a causa del suo amore negato. 

“Il palcoscenico in cui si muovono i nostri personaggi “ dice nelle note di regia Michele Placido la distruzione del mondo. La storia di Lear è quella dell’uomo, la storia di civiltà che si credono eterne ma che fondano il loro potere su resti di altri poteri, in un continuo girotondo di catastrofi e ricostruzioni, di macerie costruite su macerie. Che cosa ha dunque senso in questa tragedia?Quale speranza possiamo trarre? Forse solo la conoscenza di che cosa sia l’uomo di fronte all’universo, raggiunta attraverso un percorso di spoliazione in cui l’amore e la solidarietà si mostrano nella loro essenza terribilmente umana. Forse solo a questo, ad aiutare la creazione di questa consapevolezza, mira tutta l’opera di Shakespeare, a patto però che gli spettatori non dimentichino mai di trovarsi a teatro, che non cadano nell’illusione di un altro mondo, che sempre vedano il muro dietro la scena di cartone”. 

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